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Toponomastica sestese: via Della Tosa

Ritorna dopo molti mesi la rubrica Toponomastica sestese grazie alla mail di un nostro lettore, che  pubblichiamo per esteso:

Buonasera a tutti Voi, Visto che ho comprato casa da poco in via Piero della Tosa, zona Colonnata, e visto che ne su internet ne su altre fonti sono riuscito a trovare notizie su chi era il personaggio a cui è stata intitolata la via in cui abito, vorrei sapere se voi sapete dirmi qualcosa. Grazie e complimenti per il Vostro sito, ben fatto e molto esauriente.  Simone

Purtroppo nemmeno io ed Alessandra siamo riusciti a trovare notizie su questo personaggio dei Della Tosa: su entrambi i testi di riferimento (VANNUCCHI Giulio, Stradario storico-amministrativo di Sesto Fiorentino, Sesto Fiorentino, tipografia Alba, 1967 e CRESCI Clara, Viabilità e toponomastica del territorio comunale di Sesto Fiorentino, Firenze, tipografia Risma, 1991) sulla toponomastica di Sesto Fiorentino questa via risulta intitolata semplicemente alla famiglia Della Tosa e non al suo evidentemente illustre esponente Piero.  L’unico suggerimento che possiamo dare a Simone è quello di non limitare le sue ricerche al nome “Della Tosa” ma di estenderlo anche a “Tosinghi”, nome più usato che indica la medesima famiglia. I Tosinghi/Della Tosa furono una famiglia fiorentina di grande autorità e potenza che, a partire dal secolo XI ebbero vasti possessi fra Sesto e Colonnata. Avevamo già parlato di loro in una nella puntata di Toponomastica sestese dedicata a Via delle Forbici. La famiglia Della Tosa, come si evince dal nome e dallo stemma (con le “forbici”, in realtà cesoie per la tosa delle pecore) ebbe la sua fortuna grazie al commercio della lana. Tornando a Via della Tosa a Colonnata, la strada venne realizzata nei primi anni ’50 nel terreno agricolo di fronte a Villa Villoresi, nei secoli passati di proprietà della famiglia Della Tosa. Un illustre componente di questa casata, il cronista fiorentino Simone Della Tosa, ci racconta che nel 1322 “d’agosto io Simone feci alzare e merlare la torre nostra di Colonnata”. L’edificio in questione altro non è che Villa Villoresi, un tempo chiamata “il Prato della Tosa” da cui trae origine il nome di questa via.

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Toponomastica sestese: zone paludose

È noto che molte zone della piana di Sesto sono state a lungo territori paludosi. Nonostante ormai da tempo, in seguito a bonifiche e risanamenti, le condizioni del suolo siano decisamente cambiate, le tracce di un territorio stagnante ed acquitrinoso rimangono ancora nella nostra toponomastica.

È il caso, come tutti sapranno, di Padule, termine toscano che altro non vuol dire che “palude”. Questo è uno dei toponimi più antichi di Sesto Fiorentino, tanto che in una pergamena dell’anno 774 troviamo la chiesa di San Bartolomeo menzionata come “San Bartolomeo a Padule”.

Non lontano, al confine con i comuni di Campi Bisenzio e Calenzano, troviamo la zona di Mollaia, chiamata con questo appellativo già a partire dal Cinquecento. Viene da sé che anche questo nome, che richiama subito alla mente un luogo umido e acquitrinoso, debba la sua origine al passato palustre di questo territorio.

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Toponomastica sestese: Via Cavallotti

Via Cavallotti: cinque nomi in 70 anni

In questa rubrica mi ero promesso di non parlare di strade intitolate per così dire “a tavolino” a personaggi o eventi che non hanno niente a che fare con la storia del territorio sestese. Per il post di oggi tuttavia farò un’eccezione, trattando della arcinota e centralissima (amata e odiata…) via Cavallotti. Il pretesto è questa vecchia cartolina che io ed Alessandra abbiamo trovato frugando tra le bancarelle del centro in occasione dello “sbaracco” della settimana scorsa. Raffigura via Cavallotti com’era nel lontano 1925.

Il caso di via Cavallotti è abbastanza insolito, in quanto questa via ha cambiato ufficialmente ben cinque volte il suo nome nel giro di poco più di settanta anni.

Quando la strada fu aperta, attorno al 1860, venne chiamata Strada Nuova, ma dopo alcuni anni, per l’esattezza nel 1869, nella piazza adiacente venne costruito il palazzo comunale, così la Strada Nuova divenne “via del Municipio”.

Nel 1889 però l’assassinio di Felice Cavallotti fece sì che Sesto Fiorentino, uno dei primi comuni di sinistra in Italia, dedicasse la via proprio al noto scrittore e politico socialista.

In seguito arrivarono gli anni della dittatura fascista. Risulta chiaro che il nome di Cavallotti stonasse non poco con la via adiacente al palazzo dove risiedeva il podestà… Da quel momento quindi niente più via Cavallotti: la via cambia di nuovo nome e dal 1930 diventa via Crispi.

Con la Liberazione però tutto torna come prima: allora ecco che sulla targa all’inizio della strada riappare il nome di Cavallotti.

Il risultato? Che i sestesi di tutte le generazioni continuano a chiamarla, come se niente fosse successo Via Nuova, anzi “LaViaNova”, tutto attaccato (usato spesso nelle locuzioni come “che si va a far le vasche pe’LaViaNova?” oppure: “Bada bellino sto vestitino, l’ho comprato pe’LaViaNova”). Si tratta, come lo ha definito Gianni Pozzi, del “trionfo della ragionevolezza umana contro le pretese dell’ufficialità forse. Ma anche, sicuramente, l’abitudine.” (Gianni Pozzi, dall’introduzione del volume di Carla Cresci “Viabilità e toponomastica del territorio comunale di Sesto Fiorentino”)

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