Il Pesce d’Aprile di Aquila Bianca

Primo aprile, come tutti sanno, è il giorno per eccellenza degli scherzi.

L’episodio che sto per raccontavi conferma la mia tesi in materia, cioè che per fare in modo che uno scherzo riesca bene non è necessario che sia ben congegnato o che faccia utilizzo di grandiosi mezzi: per la perfetta riuscita di uno scherzo è che ci sia qualcuno che abbocchi. È questo l’elemento fondamentale.

Voglio approfittare di questa ricorrenza del pesce d’aprile per ricordare un episodio accaduto molti anni fa a Sesto, quando la cittadinanza tutta abboccò ad un simpatico scherzo (qualcuno la chiamerà “truffa”, ma a me piace più chiamarlo “scherzo”).

Nel lontano 1925 si diffuse infatti la voce che di lì a breve il grande capo indiano Aquila Bianca, della tribù degli Apache, sarebbe stato ospite dell’amministrazione comunale di Sesto Fiorentino. Aquila Bianca aveva fatto sapere che il governo degli Stati Uniti lo aveva espulso dal paese e aveva confiscato tutti i beni della sua tribù, compresa una miniera d’oro.

La notizia venne confermata anche dalla stampa e destò enorme interesse da parte di tutti i sestesi che la domenica, giorno dell’arrivo di Aquila Bianca, si radunarono tutti in Piazza del Comune per vedere il grande capo indiano.

Il podestà ed altri membri dell’amministrazione comunale tennero un pomposo discorso dal balcone del municipio ed alcune ditte sestesi omaggiarono l’illustre ospite con oggetti di loro produzione.

Aquila Bianca salutò e ringraziò tutti dall’alto del balcone, riuscendo a parlare un discreto italiano inframezzato da alcune frasi in pessimo inglese e da altri suoni incomprensibili, che i più pensarono appartenessero alla lingua originaria dell’ospite.

A detta di tutti Piazza del Comune non aveva mai contenuto tanta gente. Sfortunatamente per il grande capo indiano però quel giorno presente nella piazza c’era anche un ingegnere inglese che frequentava la Manifattura Ginori per studiare i sistemi di produzione delle porcellane. Dopo aver assistito all’intervento di Aquila Bianca, l’ingegnere si dimostrò sicuro del fatto che l’italiano del pellerossa era troppo perfetto per uno che era arrivato da così poco tempo nel nostro paese. Inoltre affermò con certezza che l’inglese parlato da Aquila Bianca era del tutto inverosimile e che tutti gli altri suoni che erano ritenuti appartenere al linguaggio Apache non erano assolutamente una lingua. Questi sospetti vennero denunciati alle autorità competenti quando l’indiano era già partito da Sesto, per continuare la sua “tourneè” per le città italiane.

L’indiano venne catturato poco tempo dopo in Versilia, dove se la spassava ospite dei più eleganti alberghi e ristoranti dove veniva servito e riverito dai proprietari che si servivano di lui per attirare clienti incuriositi dall’esotico personaggio. Nessuno seppe mai chi fosse in realtà, ma di sicuro non aveva mai fatto parte di nessuna tribù pellerossa e probabilmente non aveva nemmeno mai visto il continente americano. Fu accusato di falso, sostituzione di persona, truffa, di essere stato “profittatore della pubblica credulità” e molto altro ancora.

L’episodio che vi ho raccontato è tratto dal libro “Diario di’ Borgo” racconti di Vinicio Tarli, Nuova Toscana Editrice.

Molti anni dopo i sestesi furono vittima di un’altra burla, progettata questa volta da alcuni loro giovani concittadini che, grazie ad un’idea di tale “Sergino” Cecchi (che noi conosciamo bene), fecero trovare in Piazza del Mercato un finto satellite artificiale, suscitando discussioni e non poca preoccupazione tra i passanti. Ma questa è un’altra storia…

8 commenti

Archiviato in cronaca, personaggi, Sesto Fiorentino, storia, stranezze, tradizioni

8 risposte a “Il Pesce d’Aprile di Aquila Bianca

  1. Volevo stupirvi raccontandovi la storia dello Sputnik atterrato a Sesto (mi è stato raccontato in via Cavallotti), ma vedo che ne sei già a conoscenza…
    Comunque noto che il mitico Cecchi è un personaggio noto a molti…tutti i giorni a ricreazione si scendeva da lui nei “lab” dell’agnoletti e ci faceva vedere le peggio cose: contatore Gaiger e uranio, laser che foravano la carta…all’epoca ci si stupiva di nulla!!! Per non parlare di quando ci commissionò una pesca a strani insetti della piana per sfamare le sue bestiole…e uno di questi giorni ci raccontò di tutti i suoi scherzi fatti in giro a sesto…

  2. Gabriele

    il GRANDE SERGINO!!!! il suo laboratorio all’Agnoletti era una sorta di Area51 :-)))

  3. Vanessa

    Bellino il Cecchi!!! Non la sapevo questa! Però me lo ricordo al Liceo quando ci portava i gecki in classe e tutte le diavolerie nel suo laboratorio, da cui passavamo per andare a mangiare le paste da Ivan… ah, bei tempi!

  4. La storia del capo indiano non la sapevo… quella del satellite artificiale si…

  5. sara

    grande Cecchi, mi ricordo un ultimo giorno di scuola di gavettoni fatti con l’acqua delle sue tartarughe… indimenticabile sergino.

  6. aLe

    Ciao Sara, proprio ieri sera davanti all’Igloo l’ho visto che si aggirava con fare sospetto con un gruppo di altri ragazzacci suoi coetanei…chissà cosa staranno tramando! Il Cecchi è veramente un mito!😉

  7. filippo canali

    Non ce la faccio proprio: invitate la lepre a correre. Il Cecchi è il più mitico del mondo!!!! Ma la sapete questa? E’ stato lui il pioniere dell’introduzione della coltivazione della pianta carnivora in Italia. Si proprio quelle che oggi si trovano in ogni vetrina di giardiniere. Tant’è che è stato fatto Presidente Onorario dell’Associazione Italiana Piante Carnivore e Sesto Fiorentino ed il Liceo sono stati per anni una delle sedi più importanti d’Italia per il settore.

  8. è grazie al cecchi che anche io ho iniziato la coltivazione di piante carnivore…cmq mi ricordo un anno, verso maggio-giugno quando c’era la mostra di rettili/anfibi/piante carnivore mi dette un serpente in collo (fin da piccolo conoscevo il cecchi per gli axolot e le salamandre) e gli feci fare il giro dell’agnoletti, compreso una decina di minuti di lezione di filosofia…

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