26-27 settembre: alla scoperta di Sesto

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, giunte quest’anno alla XII edizione e volte alla diffusione e alla conoscenza delpatrimonio artistico locale, venerdì 26 e sabato 27 settembre  la Biblioteca E. Ragionieri partecipa presentando ai cittadini un percorso tra le bellezze di Sesto. L’iniziativa è intitolata “Lezioni di restauro – Passeggiando per Sesto Fiorentino“.

Si inizia venerdì 26 settembre alle ore 21 con la presentazione del nuovo volume Lezioni di Restauro di Guido e Silvia Botticelli, restauratori di fama nazionale che vivono ed operano a Sesto Fiorentino e si prosegue sabato 27 settembre, con ritrovo alle ore 9 alla pieve di San Martino, per intraprendere con la guida dell’arch. Beatrice Mazzanti, della storica dell’arte Carla Milloschi e dello stesso dott. Guido Botticelli un itinerario attraverso le emergenze artistiche oggetto di restauro negli ultimi vent’anni.

Un’occasione da non perdere per scoprire alcune delle bellezze artistiche di Sesto Fiorentino. Io e Alessio ci saremo! 😉

Itinerario (potete scaricare la guida anche in formato pdf): Complesso di San Martino a Sesto, piazza della Chiesa Documentata alla metà del IX secolo, la pieve di San Martino viene riedificata in forme romaniche fra l’XI e il XIII secolo. Con una facciata semplice costruita in pietra “a filaretto” sulla quale viene aggiunto nel primo Seicento un portico su colonne doriche, l’interno presenta un’aula divisa in tre navate ed è caratterizzato da massicci pilastri sostenenti archi a tutto sesto, con copertura lignea sulla navata centrale e volte a crociera sulle laterali. Alla conclusione delle navate laterali si trovano due piccole cappelle realizzate fra il 1632 ed il 1633, ed interamente affrescate; i restauri condotti alle cappelle nel biennio 1989-’90 hanno permesso d’apprezzare nuovamente la qualità pittorica dell’intervento barocco. La pieve è affiancata dalla casa del pievano, dotata di cortile quadrato con loggia su un lato, dal campanile e dalla sede della Compagnia di San Giovanni Decollato. Nella piazza antistante, recuperata al pieno uso pedonale, è oggi possibile ammirare il rilievo dedicato a “San Martino che dona il mantello al povero” dello scultore-ceramista Roberto Ceccherini. Villa e Chiesa di San Lorenzo al Prato, complesso di villa con torre e piccola cappella risalente al XIII secolo, originariamente parte di un nucleo edilizio di case-torri che ancora oggi possono essere identificate nell’edificato circostante. La villa è organizzata attorno ad un cortile quadrato dotato di doppia loggia al piano terreno, di una grande conserva d’acqua e di un parco-giardino. La piccola Chiesa dedicata a San Lorenzo presenta caratteristiche speciali dovute all’uso prettamente privato che ne ha caratterizzato la vita per secoli, e la sua decorazione ad affresco è il risultato della stessa favorevole condizione. Gli affreschi della chiesetta sono datati al XIX secolo, e sono stati riordinati con gli interventi di restauro condotti fra il 1996 ed il 1997. Oratorio della Madonna del Piano, Val di Rose, documentato al tardo trecento nella forma di un tabernacolo posto ad un importante snodo viario della piana di Sesto, l’Oratorio della Madonna del Piano viene costruito attorno al tabernacolo originario fra il 1616 ed il 1622, per volontà di Filippo Lapini, possidente terriero e residente in Val di Rose. L’Oratorio nuovamente costruito accoglie il preesistente affresco raffigurante la Madonna col bambino e Angeli, datato anch’esso al tardo Trecento, e fornisce l’occasione per un intervento pittorico di ampie dimensioni volto a valorizzare e consolidare l’antica devozione per l’immagine della Vergine in Trono. Il manufatto architettonico e la decorazione ad affresco sono stati oggetto di ampi restauri conservativi che si sono conclusi nel 2002.

IMPORTANTE: Per poter partecipare alla passeggiata è necessaria la prenotazione da effettuarsi presso la Biblioteca Pubblica E. Ragionieri o telefonando al numero 055/4496329; mail: s.pollastri@comune.sesto-fiorentino.fi.it

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6 commenti

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6 risposte a “26-27 settembre: alla scoperta di Sesto

  1. Andrea

    Una bella iniziativa però peccato che coincide con un’altra bellissima iniziativa a Sesto: un convegno sui 6.000 anni di storia della ceramica a Sesto. Fra i relatori abbiamo due professoresse dell’ università di Siena, nonchè la sovrintendenza, esponenti del comune, della provincia e della regione e imprenditori. E’ un convegno posto all’interno di un’iniziativa che dura per due weekend. A chi interessa il volantino c’è sul sito del comune. Se posso dare un mio parere personale è un’occasione da non perdere!
    Ciao ciao

  2. aLe

    Ciao Andrea, hai ragione, a volte non c’è niente da fare, a volte troppo. Comunque meglio così. Io sono molto incuriosita dall’itinerario proposto dalla Biblioteca, anche perchè si disloca proprio nella zona dove abito, anzi, dove abitiamo! 😉

  3. Andrea

    Hai perfettamente ragione, anche se ti posso dire che, per esperienza personale, quello che ti diranno nel giro della Biblioteca lo troverai scritto su vari libri, mentre quello che diranno nel convegno (a meno di pubblicazione, ma non credo) non c’è scritto da nessuna parte…non so se mi sono spiegato…comunque nulla toglie che l’itinerario della biblioteca sia molto interessante.
    A presto!

  4. aLe

    Andrea, allora com’è andata la conferenza sulla ceramica? L’itinerario di Beatrice Mazzanti è stato davvero interessante, però mi dispiace di essermi persa il resto…potresti farci una sintesi del convegno? 😉

  5. Andrea

    Ciao Ale!
    La sintesi del convegno è un pò difficile da fare…comunque c’erano a parlare l’Assessore Drovandi del comune di Sesto, la dott.ssa Poggesi della Sovrintendenza, la prof.ssa Sarti e la prof.ssa Volante dell’università di Siena, un dirigente della Ginori, un assessore regionale e il sindaco di Sesto. Il convegno è stato molto interessante, sono stati affrontati argomenti che hanno tracciato una bella linea dello sviluppo della ceramica a Sesto da 6000 anni fa fino al presente, dando uno sguardo molto importante anche al futuro. La parte archeologica è poi stata ancor più interessante quando siamo andati a vedere il museo allestito dentro l’archivio in via Leopardi (commento disinteressatissimo…eheheh).
    A presto!

  6. aLe

    Eheheh….sì, infatti, scommetto che un comune mortale non ci avrebbe capito nulla! 😉 A parte gli scherzi, loro parlano di ceramica di 6000 anni fa, ma in verità sarebbe terracotta?

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