La fatiscenza della Saletta 5 maggio

Non c’è che dire, la Saletta 5 Maggio, il cui nome deriva dalla  tragica giornata dei moti del pane di Sesto, verte in condizioni pietose. Guardate com’è stata ridotta da incivili che, nella centralissima via Cavallotti, non si sono fatti scrupoli a rovinare l’edificio.

La nuova Sala per le conferenze cittadine è in costruzione, precisamente tra il Palazzo comunale e gli edifici dell’amministrazione pubblica di via Garibaldi. Sarrebbe però un peccato lasciare l’edificio della Saletta 5 maggio così fatiscente.

In linea con alcune iniziative già attuate dall’Amministrazione, proporrei un’opera di valorizzazione artistica del centro cittadino, quindi anche della Saletta. Come è stato fatto per la Galleria Fosco Giachetti si potrebbe indire un concorso, in collaborazione con l’Istituto d’Arte di Sesto Fiorentino, per la creazione di opere d’arte che ricordino momenti storici di Sesto, come quel tragico 5 maggio 1898.  Nello spiazzo adiacente alla Saletta qualcosa c’è già, ma le foto parlano da sole. Credo che le collaborazioni con L’Istituto d’Arte di Sesto siano molto importanti non solo per dare nuovi stimoli ai ragazzi, ma anche per mantenere viva e vivace la tradizione delle ceramiche artistiche sestesi.

Inoltre, non so quali sia il destino della Saletta, ma a me piacerebbe che diventasse un museo, o un luogo adibito alle mostre cittadine. Voi cosa ne pensate? 😉

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7 commenti

Archiviato in arte, comune, concorsi, cultura, decadenza, lavori pubblici, pittura, scuola, Sesto Fiorentino, storia, strade e itinerari

7 risposte a “La fatiscenza della Saletta 5 maggio

  1. Franci

    Sarebbe bello che il centro di Sesto venisse valorizzato. Un museo è una buona idea, anche se per mantenere vivo l’interesse ci vedrei bene anche qualcosa di più dinamico, un luogo per mostre e conferenze, che spazi dall’arte alla scienza. Certo si deve rifare il look, anche e soprattutto all’esterno…e magari insegnare ai giovanissimi ad aver erispetto dei luoghi pubblici…speriamo!

  2. aLe

    Sì, brava Franci! Mentre scrivevo il post avevo in mente qualcosa del genere, che però sei riuscita ad esporre meglio di me. Sono curiosa di vedere come sarà la nuova biblioteca, se ci saranno spazi per mostre ed eventi culturali, così come ci piacerebbe che diventasse la Saletta 5 maggio.
    Per quanto riguarda l’educazione civica ho poche speranze, ahimè.

  3. Beh visto che all’amministrazione piacciono tanto le telecamere… per multare gli automobilisti… perché non iniziano a installare telecamere nei punti da salvaguardare?

    Diciamocelo: la saletta 5 maggio è adattissima ai vandalismi notturni. Anche a cancelli chiusi scavalchi il muretto e entri e con il buio… chi vuoi che ti veda?

    Insegnare ai giovani l’educazione e il rispetto delle cose comuni è dura… e spesso il rispetto in generale è difficile da trovare nei soggetti adulti… purtroppo!!

    Ora avrai capito perché io e il tuo amico D. amiamo tanto il giappone… almeno li per quanto possano essere strani sono almeno educati!!

  4. aLe

    L’educazione civile è dura da insegnare e su questo non ci sono dubbi. E’ molto più difficile da isnegnare in un Paese come l’Italia, dove la res publica è sinonimo di res di nessuno o, peggio, di pochi eletti. Psicologicamente questo atteggiamento legittima il vandalismo.
    Ecco perchè penso che nella valorizzazione della città si debbano coinvolgere i giovani. In questo modo imparerebbero che la città appartiene loro e, con tutta probabilità, saranno successivamente più interessati a salvaguardare ciò che hanno contribuito a creare rispetto ai coetanei che non sentono propria la città.

  5. Filippo

    Io sarei per lavorare di idrante sui vergognosi pischelli sempre parcheggiati lì che, durante i loro perenni bivacchi, non trovano nulla di meglio da fare che scarabocchiare a giro e fare danni.

  6. Dario

    Ragazzini di 13 anni, apparecchiatevi sul divano.

    Io farei ripulire a loro tutta la merda che c’hanno fatto, ma non con prodotti particolari.
    Glielo farei pulire con la lingua insieme ai loro genitori che non sanno insegnarli niente.

    E’ ora di capire che non sono solo i figli a dover essere bastonati ma anche e soprattutto i genitori che non fanno niente per insegnare qualcosa ai figli e li lasciano fare tutto quello che vogliono.

  7. Bravo Dario… mi trovi pienamente d’accordo!!

    Lavorando al pubblico mi sono reso conto di quanto i genitori di oggi siano permissivi … o meglio menefreghisti nei confronti di quello che fanno i figli!!

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