Maggio di Libri: 7 maggio in Salento

Avrete ormai capito che giorno dopo giorno sto pubblicando gli appuntamenti della rassegna Maggio di Libri 2008. Ancora inorridita dal dramma di Verona, vi ricordo che domani, mercoledì 7 maggio alle ore 17,30 presso l’Istituto “Ernesto De Martino” (via Scardassieri, 47) è la volta della presentazione del libro di Gianni Bosio e Chiara Longhini “1968: una ricerca in Salento. Suoni, grida, canti, rumori, storie, immagini”, edito da Kurumuny in collaborazione con l’Istituto Ernesto de Martino e l’Istituto Diego Carpitella.

Nel 1968 Gianni Bosio e Clara Longhini dell’Istituto Ernesto de Martino di Milano fecero un viaggio in Salento per una campagna di ricerca, raccogliendo un grosso corpus di registrazioni che documentavano i canti, le nenie, le filastrocche della gente, i suoni della quotidianità – campane, bande, processioni, mercati ecc. – insieme a una serie molto interessante di fotografie. Questa pubblicazione, un percorso di 350 pagine e tre CD, si snoda attraverso il racconto di quel viaggio di ricerca e la proposta di quei materiali.

E’ importante il luogo (un Salento ancora non di moda) ma anche il tempo: è il 1968, mentre mezzo mondo sta sulle barricate Gianni Bosio sta a Otranto, Martano, Calimera, Lecce, e registra cose apparentemente lontanissime che in realtà sono il sostrato profondo dei sommovimenti visibili […] Raramente una performance di tradizione orale ci è stata restituita con tanta accuratezza documentaria […] ci sono voluti quasi quarant’anni perchè questi materiali vedessero la luce. […] Nel 2005, Clara Longhini torna in Salento. Molte cose sono cambiate: “Non ci sono più animali nei campi. Buona cosa, certo, ma…”. Ma qualcosa si è perso. Nel suo diario, pubblicato qualche anno fa dalle edizioni Aramirè, Luigi Stiffani, il violinista delle tarantate, parlava della scomparsa di altri animali: adesso, diceva, il ragno che avvelenava le tarantate non c’è più, perché nei campi ci sono tanti veleni nuovi e anche quelle bestiole sono scomparse. Al dolore che si esprimeva nel tarantismo si sostituiscono veleni e sofferenze irriconoscibili perché spesso mascherati da progresso. (tratto dal bel post del Prof. Alessandro Portelli).

Allargandolo anche alla storia e alle radici di Sesto Fiorentino, sottoscrivo il pensiero dei Sud Sound System, il gruppo più salentino che c’è:

Difendila!
Quannu poi difendila!
E’ la terra toa, amala e difendila!
Ntorna moi, difendila!
Quannu poi difendila!
E’ la terra toa, amala e difendila!

Se nu te scierri mai delle radici ca tieni
rispetti puru quiddre delli paisi lontani!
Se nu te scierri mai de du ede ca ieni
dai chiu valore alla cultura ca tieni!

Simu salentini dellu munnu cittadini,
radicati alli messapi cu li greci e bizantini,
uniti intra stu stile osce cu li giammaicani,
dimme mo de du ede ca sta bieni!

“Le radici ca tieni” – Sud Sound System

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Archiviato in cronaca, cultura, eventi, fotografia, letteratura, scienza e ricerca, Sesto Fiorentino, storia, tradizioni

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