Sostenere il Made in Sesto

Mde in SestoNon si tratta di protezionismo in nome della grandeur sestese, nè una crociata contro il libero mercato. E’ piuttosto un tentativo di rivalorizzare le nostre attività produttive nell’ottica di chi, in un futuro prossimo, dovrà cercare lavoro e sarà costretto a spostarsi dalla Piana per avere un impiego decoroso (ogni riferimento non è puramente casuale😦 ). Il ragionamento è molto semplice: cerco lavoro e trovo un impiego precario. Vorrei potermi permettere un servito della Richard-Ginori, ma con lo stipendio che mi ritrovo va a finire che compro un Made in China (mi durerà un anno, ma sono convinta di aver fatto un ottimo acquisto perchè alla cassa l’ho pagato meno della metà). La Richard-Ginori perde acquirenti, la domanda cala e la produzione (complici i macchinari impiegati) richiede meno lavoratori. Taglio al personale, ergo rinizia il circolo vizioso: qualcuno viene licenziato, si trova con pochi soldi in tasca, compra prodotti a basso costo provenienti da altri paesi, ecc…

Dal rinnovato portale Sestopromuove è possibile scaricare uno studio sul sistema produttivo di Sesto Fiorentino, a cura di Stefano Bini, dal quale emergono alcuni dati su cui vi invito a riflettere: il numero delle imprese artigiane di Sesto Fiorentino iscritte nell’Albo provinciale ha raggiunto, nel 2006, le 1.640 unità mostrando un saldo annuale iscrizioni/cessazioni positivo di 3 unità (2.525 iscrizioni e 2.372 cessazioni d’attività); nonostante la crescita crescita dal punto di vista numerico (+0,4%) le situazioni di difficoltà attraversate da alcuni dei settori produttivi più estesi numericamente sembrano ancora continuare: soprattutto del manifatturiero il cui tasso di sviluppo numerico è stato del -2,0%; dei servizi alle imprese -0,7% e degli altri servizi -1,3%; continua l’erosione numerica del sistema moda che scende dalle 3.953 del 31.12.2005 alle 3.856 del 31.12.2006, con un saldo complessivo annuale tra iscrizioni e cessazioni negativo di -79 (-145 unità nel 2005); tra le altre manifatture si registrano variazioni negative dello stock anche le attività legate all’industria del legno (-4,5% rispetto al 2005; -1,1% fra 2005 e 2004), delle confezioni con un -4,1%, mentre cresce l’industria del mobile (+4,1% rispetto al 2005).

La mia domanda è: secondo la vostra esperienza è possibile trovare sul mercato prodotti locali a prezzi accessibili tali da consentirci di sostenere le nostre attività produttive?

2 commenti

Archiviato in lavori pubblici, Sesto Fiorentino, tradizioni

2 risposte a “Sostenere il Made in Sesto

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