La Sesto Medievale

Pubblico un interessante articolo sull’archeologia medievale sestese scritto da Andrea Arrighetti, mio amico d’infanzia e laureando in Archeologia (Unisi) con una tesi proprio su questo argomento. Quando si dice amare il poprio Paese…!😉

Case Torri di Querceto

Chi può dire di conoscere il patrimonio archeologico medievale di Sesto Fiorentino?

Beh, è una domanda alla quale in pochi potrebbero rispondere: questa lacuna porta ad un vuoto “cognitivo” successivo ai periodi Preistorico e Protostorico (neolitico ed età dei metalli), etrusco ed in parte romano, i quali invece risultano ben studiati tramite scavi (quelli dell’Ipercoop, quelli davanti al CNR, al polo di Scienze e all’areoporto) e tramite opere di valorizzazione (tomba etrusca della Mula). Sicuramente il Medioevo di Sesto è meno “accattivante” per l’occhio del visitatore a confronto di quello di zone limitrofe (quali Calenzano alta e la stessa Firenze), però a mio parere – che lo sto studiando per la tesi – non è assolutamente da sottovalutare, ma anzi sarebbe da promuovere e valorizzare per migliorare la conoscenza del nostro territorio, far progredire la ricerca e soprattutto perchè non possiamo dimenticarci di mille anni di storia che hanno comunque avuto un impatto fondamentale sul territorio sestese.

Casa Volpaia a Padule

Casa Volpaia a Padule

Esempi sestesi relativi al periodo medievale ne abbiamo molti – torre di San Lorenzo, la torre fra viale Ariosto e via del Rimaggio, i mulini di Morello, il borgo e le torri di Querceto, ecc. – e nonostante ogni cittadino ci passi davanti quotidianamente (ad esempio andando alla festa de l’Unità o a lavoro) non se ne accorge neanche.

Gli studi sono sempre stati pochi e trattati piuttosto superficialmente, anche a cause delle esigue fonti alle quali poter attingere, e per questo anche se un sestese volesse informarsi un pò di più, o fosse un appassionato di archeologia medievale, non gli resterebbe che mettersi un paio di scarpe comode e andare a fare qualche bella girata domenicale!

Concludo facendo una riflessione un pò banale ma che comunque non può essere sottovalutata: se il tessuto urbano e quello sociale sestese sono come li vediamo e viviamo adesso, è frutto di tutti i periodi storici che si sono susseguiti e che hanno lasciato tracce più o meno visibili sul territorio e sulla società e che certo non possono essere cancellate, restaurate (in modo decisamente orribile) o ancora peggio dimenticate lasciandole al degrado (ad esempio i mulini di Morello). Un serio progetto di valorizzazione che parta da un elenco delle strutture, passando ad uno studio di esse fino alla pubblicazione per la possibile fruizione dei risultati da parte di chi ne è interessato è ciò che sarebbe necessario (e che cercherò di ottenere una volta finita la mia tesi).

1 Commento

Archiviato in archeologia, arte, bellezze naturali, decadenza, scienza e ricerca, Sesto Fiorentino

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