Svecchiamo le scuole (di vita)

Don Lorenzo Milani

Mercoledì sera mi sono fermata ad ascoltare l’interessante e commovente racconto di Michele Gesualdi, Presidente della Fondazione Don Milani, a proposito della sua esperienza diretta di alunno dello stesso Don Lorenzo Milani. Durante la serata dedicata all’attualità degli insegnamenti del prete di Barbiana, moderata dal Consigliere comunale Camilla Sanquerin, Mario Batistini, Consigliere Nazionale per la Pubblica Istruzione, ha sollevato due temi che mi interessano molto: la carenza di rigore nelle scuole italiane, così come nelle stesse famiglie dei ragazzi, e la mancanza di motivazioni per i ragazzi che, troppo spesso, sono accusati di essere svogliati, bulli, vandali ma non gli si offre l’opportunità di esprimere al meglio le proprie capacità e di approfondire i propri interessi.

A mio avviso i ragazzi non sono certo peggiori di 50 anni fa, il problema vero è il gap generazionale che si è creato fra educatori (genitori o professori-maestri che siano) e i ragazzi stessi. Basti pensare all’uso di uno strumento tanto importante quando controverso come internet: quanti educatori ne sanno fare un uso adeguato? Come possono essere credibili gli educatori quando il ragazzo ne sa più di loro? Per non parlare poi di argomenti ben più scottanti, come la droga: gli educatori non ne sanno niente e sembra essere molto più facile agire come le tre scimmiette del nonvedo-nonsento-nonparlo, piuttosto che aprire gli occhi ed informarsi per capire il mondo in cui si trovano a relazionarsi i giovani di oggi, capire i meccanismi per cui musica, locali, diverimenti, droghe, scuola e stili di vita in generale di compenetrano. Cambiano i media, cambiano i linguaggi, è inevitabile che cambino i giovani, ma non possono essere i giovani a stare al passo degli educatori: è necessario che gli adulti si informino, si adeguino agli stili di vita dei giovani, per capirne devianze, peculiarità e virtù. Il tempo va avanti velocissimo (basta qualche mese per modificare tendenze e stili di vita) e scorre in linea retta, è inevitabile. Perchè, ad esempio, non insegnare la lingua inglese con la musica? Quale linguaggio più appropriato? Perchè non si cerca di capire i giovani, invece di accusarli continuamente di – perdonatemi il francesismo – fancazzismo? I ragazzi sono fantastici, spensierati, creativi, pieni di vita…perchè queste qualità non emergono mai, e quando emergono sembrano essere la famosa eccezione???

scuola media cavalcanti

Sto portando avanti questo tema un po’ perchè mi tocca personalmente, ma soprattutto perchè ho l’occasione di sottolineare come alcuni tentativi di “rivoluzione educativa” siano ammirevoli. Qualche giorno fa mi ha scritto Ada Ascari, insegnante in pensione della Scuola Media Cavalcanti, indicandomi che sul sito della scuola c’è una sezione dedicata agli ipertesti (pagine internet) progettati e realizzati dagli alunni della scuola e dalla stessa professoressa Ascari, negli anni scolastici dal 1995 al 2001. Ricordo che nel lontano 1995/95 anche la Fabiani, mia professoressa di matematica e scienze alla scuola media Pescetti, ci fece realizzare per la prima volta un ipertesto sulle piante in scienza e in mitologia. Questi sono esempi virtuosi di come due insegnanti volenterose abbiano cercato di coinvolgere gli alunni in qualcosa che fosse interattivo, quindi divertente, costruttivo grazie al meccanismo scaturito dal lavoro di gruppo, e formativo, perchè i contenuti vanno prima studiati e poi prodotti.

Guardando nello specifico gli ipertesti della scuola media Cavalcanti, mi sono piaciuti molto i primi, dedicati al torrente Zambra (a.s. 1995/1996) e a Sesto Fiorentino (a.s. 1996/1997). Certo, sono “artigianali” e un po’ statici, ma vanno esplorati con l’ottica di chi ancora non aveva sotto mano nè Google nè Wikipedia! 😉

Angolo della curiosità:

Guido Cavalcanti

per sapere chi era Guido Cavalcanti clicca sull’immagine

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10 commenti

Archiviato in cultura, lavori pubblici, scuola, Sesto Fiorentino, web

10 risposte a “Svecchiamo le scuole (di vita)

  1. Un post che porta a tante domande, te ne faccio un paio: perchè non introduciamo la media education nelle scuole? Perchè si parla solo male sia dei giovani che degli educatori? Perchè non si promuove il merito sia fra gli studenti che fra i docenti?

  2. Post interessante… su alcune cose sono d’accordo su altre meno.
    Inizio col dire che ho un fratello che ha concluso le scuole medie l’anno scorso.
    Proseguo dicendo che vengo da un quartiere “residenziale” di Roma, abitato da famiglie appartenenti ad una classe medio alta..
    Tutto questo preambolo per dirti che la frase:”I ragazzi sono fantastici, spensierati, creativi, pieni di vita…” mi ha fatto sorridere ripensando alle compagne di classe di mio fratello che alla veneranda età di 13 anni sapevano a memoria l’anatomia maschile(chiedendo ai maschietti più dotati di mostrare le proprie grazie nei bagni e ricambiando generosamente la visione) e un paio delle quali andavano alla disperata ricerca di chi le avesse ingravidate dato che la frenetica attività sessuale(n.b: 13 anni) non permetteva loro di risalire al possibile partener che aveva toppato nel salto della quaglia!
    Ora, questo è uno spaccato molto piccolo della realtà dei giovani dei nostri tempi e non voglio generalizzare, ma sicuramente qualcosa di sbagliato nel modo in cui stiamo crescendo questi ragazzi c’è!
    Venendo ai professori… che avresti detto se un tuo prof ti avesse fatto il gesto dell’ombrello qualora all’interrogazione avessi sbagliato la risposta?
    E che dire di professori che bestemmiano? Chiamano proprio in causa il padre celeste quando si incazzano con gli alunni…
    Ora, anche qui è una mia esperienza, e ti premetto che io con i ragazzi di medie e superiori ci lavoro da 5 anni…
    Quello che ho potuto vedere è che c’è un tracollo generale da un lato e dall’altro.
    E non si può fare nulla dato che la meritocrazia in Italia non è mai esistita!
    Poveri figli nostri!

  3. @L.T.: non lo so, non lo so, non lo so…sono solo convinta che i cambiamenti andrebbero capiti e accolti, invece di demonizzarli a priori, non trovi?

    @trinitysdc: io ho un cugino che ha finito adesso la seconda superiore, ma non ho mai sentito dire di sue compagne di classe “ingravidate”, nè a 16 anni, e tantomeno a 13…dei due casi che citavi non si può fare una generalizzazione. Ma se le ragazzine che conosci sono tutte così, allora la zona di Roma dove abiti potrebbe diventare un interessante case study, specialmente per i demografi, non trovi? L’unica zona d’Italia dove non solo si sfornano bambini, ma si sfornano a 13 anni! 😀 Apparte gli scherzi, il fatto che i ragazzi vogliano fare tutto e subito è sicuramente una forma di devianza causata dagli educatori che non sanno afferrare con polso le situazioni e, a mio avviso, come ho cercato di spiegare nel post, è colpa del gap generazionale che si è creato in così poco tempo: un 50enne non immagina neanche quello che può succedere in una discoteca del sabato pomeriggio, semplicemente perchè ai suoi tempi non succedeva. E’ necessario, pertanto, che gli educatori si informino, aprano gli occhi e non diano la colpa ai ragazzi di vivere come loro stessi gli stanno permettendo di fare. Non è colpa dei giovani, ma degli adulti che non sanno essere educatori. E i risultati ancora peggiori li ottengono quando cercano di affrontare le situazioni assumendo una posizione di complicità e permissivismo: attivare una forma di comunicazione condivisa non significa concedere tutto. Per quanto riguarda i professori decisamente inadeguati ti do più che ragione, non posso fare nomi perchè mi sembra sconveniente, ma nel corso della mia ormai lunga carriera scolastico-accademica ne ho conosciuti…La mia speranza, però, è che con il turn over che si avrà fra poco (i professori sono tutti vecchi, andranno in pensione, no?) le cattedre vengano occupate da docenti giovani che sappiano comunicare ai giovani coinvolgendoli nelle attività di studio, più di quanto non abbiano fatto i nostri con noi…io proporrei addirittura uno svecchiamento dei programmi scolastici e il reinserimento a pieno titolo di educazione civica e l’introduzione dell’educazione sessuale (secondo me importantissima).

  4. Aggiungo una cosa. Ho visto che siamo quasi coetanee, e ti chiedo se anche quando tu avevi 13 anni le tue compagne si comportavano con i maschi come le compagne di tuo fratello fanno oggi. Credo di no. E credi davvero che in poco meno di 10 anni i giovani siano così cambiati? Io non riesco a pensarlo, mi rendo conto di essere una voce fuori dal coro, d’altra parte oggi va di moda parlare di giovani solo in merito a bullismo, vandalismo, perversioni, violenze sessuali e quant’altro…e secondo me non c’è cosa più sbagliata che parlare così dei giovani che, senza tanta retorica, sono il nostro futuro e se non crediamo noi in loro, chi ci crederà mai? I nostri genitori ci hanno lasciato una società allo sfascio e noi, se possibile, la stiamo peggiorando quando avvaloriamo tutti questi pregiudizi e luoghi comuni.

  5. giodo

    Bel Post!! la figura di don Milani è sempre attualissima, credo che ogni generazione di adulti non capisca i giovani e per questo li critichi, prendendo l’esempio da don Milani (peraltro poco ricordato dalla Chiesa!!!) bisognerebbe parlare ai giovani con serietà e esempio, cercare di fare in modo che le proprie qualità emergano magari in modo diverso dal solito voto a scuola.
    Ricordo di essere rimasta colpita dal fatto che a Barbiana si andava all’estero d’estate ad imparare le lingue!! una cosa impensabile negli anni 50 in Italia alla faccia dell’avanguardia, si leggeva il giornale si praticavano sport…. insomma se si facessoro adesso queste attività!! ricordo che Don Milani insegnava l’italiano ed ad esprimersi perchè sarebbe servito nella vita e non solo per un voto sulla pagella è questo che manca!! La passione e la capacità di aver fiducia nei giovani!!
    Scusate se mi sono dilungata!!

  6. Ciao Giodo, scusa la curiosità….se stata alunna di Don Milani? Oppure eri anche tu alla conferenza con Michele Gesualdi? Sulla Chiesa non mi pronuncio, non sono una simpatizzante, ma il fatto che non ricordi una personalità controversa come Don Milani non mi stupisce affatto! 🙂

  7. Ciao, no non sono stata allieva Don Milani ho solo 27 anni,e non ero purtroppo alla conferenza 😦 diciamo che lo ammiro tanto come si ammirano i grandi!!e diciamo vorrei diventare un’insegnante.
    Ho una cooperativa di servizi culturali a Monsummano Terme si chiama Giodò conosco il tuo blog! bel lavoro

  8. @Giodo: allora scusa per il qui pro quo…sei così informata che avevo pensato che tu conoscessi di persona Don Milani! 😉 Devo essere sincera: io prima della conferenza non avevo sentito parlare molto della sua vita, quindi sapevo che aveva fatto qualcosa di importante (ci sono scuole che si chiamano proprio Don Milani), ma non sapevo cosa. Ora ho aggiunto, nella mia lunghissima lista di cose da fare, la voce: leggere “Lettera ad una Professoressa”! 😉 Allora ti auguro di diventare un’insegnante e di mantenere questo entusiasmo nei confronti del futuro dei ragazzi. Grazie per essere passata, è stato davvero un piacere (e dilungati pure quando vuoi)! 😀

    ps mmm…cooperativa di servizi culturali…e cosa fai di preciso? Se hai un sito lasciami il link, così passo a dare un’occhiata…queste cose mi interessano tantissimo (non so se dal mio blog si percepisce) 😉

  9. giodo

    Ciao! ti consiglio di leggere qualcosa su Don Milani anche solo per la schiettezza e acume nell’analizzare la società!! Come cooperativa non abbiamo un sito vero e proprio abbiamo pensato a un Blog che curo specialmente io!
    http://giodo.wordpress.com/

    Non è come il tuo, ma diciamo che per essere all’inizio mi accontento!! quello che facciamo lo leggi nelle attività o servizi, se poi ti interessa altro fammi sapere!!
    Buon lavoro e buono studio

  10. Pingback: Nuovo PAAS a Colonnata « SestoSguardo

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